I sintomi che caratterizzano il cosiddetto “binge eating disorder”, in italiano “disturbo di alimentazione incontrollata”, sono: enormi quantità di alimenti mangiate in pochissimo tempo (in genere meno di 2 ore) e totale mancanza di controllo sul cibo. Il binge eating non deve essere confuso con la bulimia, un disturbo alimentare anch’esso caratterizzato da un’eccessiva sensazione di fame che deve essere colmata immediatamente. In entrambi i casi, la fame è improvvisa e violenta e si ha il bisogno di ingerire notevoli quantità di cibo in breve tempo. La bulimia, però, è quasi sempre seguita da sintomi che sono del tutto assenti nel binge eating, come: agitazione; senso di colpa; vomito autoprovocato. Nel binge eating si avverte un senso di vergogna, ma non di colpa per non riuscire a controllare la propria alimentazione.Un’abbuffata può essere definita tale se la persona: consuma eccessive quantità di cibo in un breve intervallo di tempo (cioè, in meno di due ore); perde il controllo sul mangiare, non riesce a resistere al richiamo del cibo e a interrompersi, una volta iniziato a mangiare.Le persone che soffrono di questo disturbo sono molto critiche verso se stesse e si considerano inadeguate. Tutto ciò contribuisce a sviluppare insoddisfazione verso la vita. Durante l’abbuffata, tali sentimenti sono temporaneamente attenuati, ma spesso dopo la crisi l’umore è ancora più depresso.

I fattori che scatenano il disturbo

  • La convinzione di essere grassi favorisce il senso di insoddisfazione e di umore depresso.
  • Seguire una dieta restrittiva, porta la persona ad avere una fame eccessiva.
  • Ogni emozione negativa, come la rabbia, la solitudine, i sensi di colpa, la preoccupazione, la noia, possono favorire a una crisi.
  • Avere difficoltà ad affrontare situazioni stressanti, come un fallimento a scuola o sul lavoro o una critica al proprio aspetto fisico.
  • Difficoltà a instaurare relazioni stabili e soddisfacenti con altre persone.
Le cure
In aggiunta alla terapia psicologica, è possibile ricorrere anche al cosiddetto “auto-aiuto guidato”, con il supporto del medico. Si tratta di eliminare da soli i principali fattori che contribuiscono il disordine alimentare, attraverso una serie di tappe.

  • Compilare un diario con le caratteristiche dei pasti (ora, data, cibo)
  • Tenere sotto controllo il peso una volta a settimana
  • Seguire un’alimentazione che prevede di consumare i pasti a orari regolari, di mangiare in modo sano e che consenta di perdere peso.
  • Praticare un’attività fisica
  • Capire quali sono le situazioni che spingono ad abbuffarsi (solitudine, rabbia e insuccessi) e cercando di evitarle pensando alle conseguenze.

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