Da anni i nutrizionisti promuovono il pesce come un alimento ricco di proteine, vitamine, sali minerali e soprattutto acidi grassi omega 3, che proteggono dal rischio tumori e previene le malattie cardiovascolari. Ma sorge il dubbio se il pesce è più sicuro della carne, visto che il 30% del pesce prodotto in Italia proviene da allevamenti in cui vengono utilizzati dei mangimi come la farina di pesce. Questo fa pensare che ci potrebbe essere l’aggiunta di farine animali, le stesse che hanno trasmesso il virus BSE, quello della mucca pazza.
Studi assicurano che da numerose sperimentazioni risulta che il pesce, il maiale e il pollo, hanno la “barriera di specie”. Questi animali sono stati alimentati con farine ricavate da mucche contaminate da BSE e il virus non passa.
Il pesce comunque può riservare degli inconvenienti, a seconda che si tratti di allevamento o di mare.
Per il pesce selvaggio il problema principale sta nel possibile contenuto di metalli pesanti, mercurio, piombo, arsenico e cadmio, assorbito dai mari inquinati: prodotti di scarto di industrie, passaggio di petroliere, scarichi di navi, hanno stravolto l’ecosistema delle acque. Questi composti chimici, se presenti nelle carni del pesce, si legano all’emoglobina del sangue di chi lo mangia, e a lungo andare può provocare delle intossicazioni. Per difendersi da questi veleni è difficile, bisognerebbe sapere quali mari sono più inquinati e al momento è impossibile con la continua trasformazione delle condizioni ambientali.
La situazione del pesce d’allevamento è anch’essa complicata, per il sospetto del mangime utilizzato, di scarto o troppi oli di scarsa qualità, che modificano la composizione lipidica del pesce, infatti il pesce d’allevamento è molto più grasso del selvaggio. Ma non è tutto, anche il pesce d’allevamento può essere inquinato, perché i residui di prodotti industriali durante lo smaltimento vengono immessi nell’ambiente, inquinando prima le falde acquifere, da cui proviene l’acqua degli allevamenti in vasca, per poi finire in mare. Ci sono poi allevamenti che vengono praticati in mare, in gabbie galleggianti, più o meno in profondità, qui non c’è il problema dei mangimi, ma rimane quello della contaminazione di metalli pesanti.

Come fare un acquisto sicuro di pesce?

In attesa di un’etichetta d’origine anche del pesce, si possono prendere delle precauzioni: fate attenzione al luogo d’acquisto, escludete i mercati all’aperto che non danno garanzie di provenienza e di freschezza, il pesce rimane a lungo fuori dal frigo, esposto a contaminazioni di batteri e inquinanti nell’aria. Scegliete una pescheria molto frequentata, e nei supermercati si possono chiedere informazioni in più. Per capire se il pesce è d’allevamento o selvaggio è semplice, quelli di dimensioni tutti uguali sono di allevamento, mentre quelli selvaggi sono di dimensioni diverse uno dall’altro. Per difendersi dall’inquinamento dei metalli pesanti è meglio non esagerare con i pesci grossi, tipo spada, palombo e tonno, che tendono ad accumulare più mercurio in quanto sono predatori e si nutrono di altri pesci, anch’essi inquinati.

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